venerdì, 02 novembre 2007, ore 18:23

Da Repubblica.it

Un emendamento alla Finanziaria prevede concorsi biennali"
Percorso universitario di 3/4 anni, poi un anno di tirocinio e due di prova

"Professori più giovani e stop al precariato" Cambiano le regole per l'accesso alle cattedre
Ora il ministro Fioroni dovrà produrre il regolamento di attuazione della norma
di SALVO INTRAVAIA

Cambiano le regole per l'accesso alla cattedra e tramontano le graduatorie dei precari della scuola. Da ora in poi, l'accesso all'insegnamento avverrà soltanto per mezzo di concorsi pubblici. La rivoluzione sul reclutamento e la formazione iniziale del personale docente è ancora all'inizio ma ieri ha segnato un primo importante passo in avanti. La Commissione bilancio del Senato ha approvato un emendamento alla legge Finanziaria che fissa, per l'assunzione dei futuri insegnanti, "concorsi ordinari con cadenza biennale". I particolari del percorso che porterà i giovani dalle aule scolastiche alla cattedra saranno contenuti in un regolamento che verrà scritto dal ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. Attualmente, anche se non sono mai state applicate, le norme in vigore per la formazione e il reclutamento dei nuovi docenti sono quelle lasciate in eredità dal precedente esecutivo. Norme che saranno cancellate dalla Finanziaria 2008.

Con la nuova procedura il governo conta di centrare tre obiettivi: superare il precariato, reclutare insegnanti giovani e motivati e, soprattutto, persone che siano attrezzate per insegnare. Ma come? Con tutta probabilità per sedere in cattedra occorrerà frequentare un percorso universitario triennale/quadriennale a numero chiuso e, successivamente, acquisire una specializzazione biennale con "forte componente di tirocinio". Saranno riformate le Ssis (le Scuole di specializzazione per insegnamento secondario) e il numero dei futuri insegnanti sarà programmato in relazione al fabbisogno della scuola italiana. I posti disponibili dipenderanno dalle previsioni sul turn-over e sul trend della popolazione scolastica oltre che da una quota "fisiologica" di cattedre a tempo determinato: 30/40 mila al massimo.

Per coloro che, dopo l'intero percorso di studi, otterranno l'abilitazione all'insegnamento sarà la volta del concorso pubblico e, novità assoluta, dell'assunzione a tempo determinato (per uno/due anni) in cui verrà testata la capacità di insegnare. Solo dopo avere superato la prova della cattedra scatterà l'assunzione a tempo indeterminato. Niente più, quindi, anni e anni di precariato prima di acciuffare la cattedra. Il purgatorio dell'insegnante in futuro dovrebbe contare un anno di tirocinio e due anni di "prova".

Con questo meccanismo, dal diploma delle scuole superiori all'insegnamento potrebbero passare 8/10 anni al massimo. Con professori pronti per entrare in classe a 29/30 anni. Questa rivoluzione sul reclutamento dovrebbe anche consentire al nostro Paese di recuperare il gap con gli altri partner europei che annoverano insegnanti ben più giovani dei nostri. Le novità in cantiere saranno accompagnate dalla certezza dei concorsi pubblici: ogni due anni, appunto. "Occorre cadenzare i concorsi a cattedra - spiega Mariangela Bastico, viceministro della Pubblica istruzione - per dare certezze ai giovani. Ma non solo. La scuola italiana ha bisogno di immettere in ruolo insegnanti giovani, con elevate capacità didattiche e motivati. E prima ancora eliminare il precariato: non è possibile, dopo una trafila lunga ed estenuante, aspettare vent'anni prima di essere assunti".

Attualmente, per insegnare alla media o al superiore, occorre studiare cinque anni all'università e successivamente specializzarsi per due anni. Solo dopo sette anni si diventa precari e si comincia un viaggio in quella specie di inferno dantesco che è il mondo delle supplenze. Girone dal quale si esce attorno ai 40 anni, quando con un po' di fortuna si acciuffa l'immissione in ruolo. Inoltre, la maggior parte dei docenti italiani in servizio, compresi quelli reclutati l'estate scorsa, non ha avuto quasi nessun contatto con la "didattica". Metà proviene dalle graduatorie permanenti (ora ad esaurimento) e l'altra metà dai concorsi a cattedre.

I primi, dopo la laurea o il diploma, si sono sobbarcati anni di precariato imparando sul campo a "trasmettere le nozioni", a "tenere alta l'attenzione della classe" e "individualizzare l'insegnamento". I vincitori dei concorsi, in parecchi casi, non hanno potuto fare neppure questa palestra: si sono ritrovati in cattedra senza nessuna esperienza dopo avere superato uno scritto e un orale. Ma in ambedue i casi nessuno ha insegnato ai docenti le "strategie" più adatte per fare imparare agli alunni i concetti, le regole (anche della semplice convivenza civile) e per sviluppare le competenze. Per sopperire a questa carenza, otto anni fa, sono state "inventate" le Ssis che hanno affiancato, non sostituito, gli altri modi per ottenere l'abilitazione all'insegnamento. Ma non sembra abbiano dato i risultati sperati.

(2 novembre 2007)

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mercoledì, 24 ottobre 2007, ore 12:14

L'Italia è un Paese che dovrebbe vergognarsi.

da Repubblica.it

Disoccupato salvato dalla polizia prima di gettarsi nel Po
"Ero disperato e pieno di vergogna, ho perso tutto"

"Non ho più soldi né lavoro
posso solo rubare o morire"

TORINO
- Ha sempre lavorato. Magazziniere, portinaio, aiuto cuoco, artigiano. Non è tossicodipendente. Non ha problemi di alcolismo. Non è un pregiudicato. "Sono semplicemente un uomo disperato che ha perso tutto" dice Gianni Giliberti, 39 anni, tre camicie da lavare in un borsone nero e niente altro.

Lunedì pomeriggio alle quattro gli agenti delle Volanti, agli ordini del vicequestore Michelangelo Gobbi, lo hanno trovato sul Ponte della Gran Madre. Piangeva e stava per buttarsi giù: "Mia figlia compie 18 anni e io non ho un euro per farle un regalo". Aveva già annunciato il suicidio con un messaggio nella segreteria di Telefono Amico: "Sono arrivato alla fine. Ricevo solo porte in faccia, non reggo più. Avvisate le mie bambine". Gli operatori hanno immediatamente chiamato la polizia. Gli agenti sono riusciti a tenerlo al telefono il tempo necessario per arrivare: "Con me sono stati pieni di umanità". Alla fine l'hanno convinto a desistere. Gli hanno offerto un tè caldo, l'hanno accompagnato in ospedale per un controllo. Ma il giorno dopo Gianni Giliberti è di nuovo solo. Sul ponte della Gran Madre racconta la storia di un uomo normale precipitato all'inferno.





Quando è iniziata la caduta?
"Il mio grande sbaglio è stato mollare il lavoro da magazziniere. Mi ero lasciato con mia moglie. Anche lei lavorava per la stessa ditta. Non mi sembrava il caso di continuare a vederci tutti i giorni".

Quindi?
"Ho cercato di fare l'ambulante al mercato, due anni di incertezza, ma alla fine il nuovo lavoro non ha funzionato".

Qual è stato il passo successivo?

"L'8 ottobre sono partito per cercare fortuna a Barcellona come aiuto cuoco. Avevo 400 euro in tasca, tutto quello che mi restava. Il primo giorno ho perso il portafoglio. Il consolato mi ha prestato i soldi per tornare in Italia".

Cosa ha fatto per cercare lavoro?
"Ho battuto in rassegna tutte le fabbriche della cintura di Torino, hanno il mio curriculum ma nessuno mi chiama".

Altri tentativi?
"Ho cercato di inventarmi un posto da lavavetrine. Ho fatto tutti i negozi di corso Francia: qualcuno aveva accettato di pagarmi il servizio. Ma al terzo negozio i vigili urbani mi hanno bloccato. Volevano la licenza".

Si è arreso?
"No. Mi sono presentato alla cooperativa Arcobaleno che si occupa di raccolta differenziata, ma mi hanno detto che assumono solo tossicodipendenti ed ex carcerati".

Dove dorme?
"Per adesso mi appoggio a una pensione a quaranta chilometri da Torino. Mi fanno 30 euro per letto e cena, ma mi sto indebitando. Ho già dormito tre notti fuori".

Solidarietà?
"Nessuna. Sono andato a chiedere aiuto al Sermig, mi hanno detto di mettermi in coda giovedì per sperare di aver un posto letto martedì. Davanti a me c'erano almeno duecento immigrati".

Come fa a mangiare?
"Chiedo aiuto ai miei parenti, con grande vergogna. Mi figlia l'altro giorno mi ha portato delle sigarette perché ero rimasto senza. È tutto molto penoso".

Come pensa di cavarsela?
"Ho davanti soltanto due vie d'uscita. O mi suicido o commetto un reato. Nel secondo caso denuncerò il Comune per istigazione a delinquere".

Perché?
"Perché se tutti ti sbattono la porta in faccia non restano alternative".

Signor Giliberti, cosa vorrebbe regalare a sua figlia?

"Un tetto. Un piccolo alloggio per passare un po' di tempo insieme. Mi sono iscritto al bando per la casa popolare, aspetto...".

da Repubblica.it - articolo di NICCOLO' ZANCAN
(24 ottobre 2007)


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domenica, 21 ottobre 2007, ore 12:24

da Repubblica.it

 Striscioni, bandiere e colori

(20 ottobre 2007)

Sinistra radicale in piazza contro il precariato: la manifestazione di Roma. Ci sono le insegne della Cgil, che Epifani aveva diffidato dall'usare

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giovedì, 27 settembre 2007, ore 13:18

le banche danno un mutuo anche ai giovani precari?

Balle.

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martedì, 28 novembre 2006, ore 12:14

ioprecario cresce e adesso aspetta te

Il sito ufficiale ioprecario è www.ioprecario.org

da qui è possibile raggiungere le varie sezioni del progetto ioprecario:
il blog (cioè questo),
il forum precario
e l'area download per scaricare il logo nelle varie versioni.

Perchè ioprecario aspetta te:
perchè c'è sempre bisogno di aiuto, a scrivere,
ad animare le discussioni del forum,
a stampare il logo su fogli di carta,
ad attaccarlo ai muri della città,
a cercare notizie sul mondo del lavoro, etc.
Alla data di oggi, sono già 300 i manifestini ioprecario presenti in oltre 50 posti della città di Cosenza e in più di 30 luoghi a Rende.

Ioprecario è una protesta incazzata ma di natura pacifica, almeno per quanto riguarda la presenza in città del logo ioprecario. Quindi si richiede la massima collaborazione a tutti coloro che desiderano aiutare la giusta battaglia precaria: quindi chiediamo di attenersi alle semplici regole del vivere civile:
non attaccate i manifesti in posti che possano danneggiare oggetti pubblici
o su proprietà private, etc...
è inutile farvi la filastrocca, lo sapete già.
Quindi occhio.

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domenica, 26 novembre 2006, ore 13:33

FINANZIARIA E PRECARIETA’

DIETRO AL BLUFF DEL “SUPERAMENTO DELLA LEGGE 30” 

La manifestazione organizzata in questi giorni, per spingere il governo di centrosinistra a dare finalmente delle risposte concrete alla decennale questione della stabilizzazione dei LSU-LPU oggi a carico degli enti locali, le forti critiche di settori sindacali e politici alle novità che la prossima Finanziaria introdurrà in merito alle sorti dei lavoratori precari, le manifestazioni nazionali indette dalla CGIL e dai Sindacati di Base per il prossimo quattro novembre a Roma; dimostrano in maniera inequivocabile il vero volto di questa Finanziaria che si annuncia di lacrime e sangue per i meno abbienti, di immani sacrifici per il modo del lavoro e di sperpero di danaro pubblico perpetrato attraverso il promesso taglio del cuneo fiscale in favore delle grandi imprese.

La partita, infatti, non sta solo in una diversificata redistribuzione delle aliquote IRPEF (qualcosa di peggiorativo per le tasche di migliaia di lavoratori contribuenti a reddito medio - basso), ma anche negli ingenti tagli operati su scuola, sanità ed enti locali (significative le accese proteste di molti sindaci, diversi dei quali,  esponenti di spicco dei partiti dell’Unione). Si perché la contraddizione stridente si consuma sotto i nostri occhi.

Come possono trovare risposte e speranze le migliaia di lavoratori precari pubblici e privati in un governo che, oggi e nelle passate esperienze, ha sostenuto e continua a sostenere la precarietà quale condizione normale di contrattualizzazione (il varo del pacchetto Treu figlio, di precedenti esperienze di centro-sinistra, ha aperto la strada alla precarietà nel mondo del lavoro).

Come si possono dare risposte ai tanti LSU-LPU, chiedendo agli enti locali di promuovere progetti di stabilizzazione se poi si assiste al taglio imperterrito delle risorse derivanti dai trasferimenti statali e si costringe gli enti stessi  ad  inasprire il prelievo locale ( vedi ICI ed IRPEF) e a ridurre i servizi erogati ai cittadini. In questo contesto è inimmaginabile ipotizzare iniziative locali volte alla stabilizzazione dei precari. Infatti malgrado le norme di “favore” che vorrebbero introdursi per la stabilizzazione dei precari a favore dei piccoli comuni (inferiori ai 5.000 abitanti) esse non vengono accompagnate da deroghe ai limiti di spesa e di personale che la finanziaria stessa impone agli enti locali. 

Ma venendo alle presunte novità sul precariato introdotte dalla manovra finanziaria, segnaliamo:

il riconoscimento economico della maternità, per brevi periodi e casi specifici, senza alcuna   disciplina per la gravidanza a rischio; nessuna forma di indennizzo per malattia in seguito ad infortunio, se non nei casi di malattia per periodi complessivi di 20 giorni nell’arco di un anno e per un valore irrisorio tra i 9 e i 18 euro giornalieri; nessuna possibilità di sospensione dal lavoro per congedi parentali.

Infine un innalzamento dei contributi previdenziali per i lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps, senza però prevedere vincolo alcuno rispetto all’entità del compenso erogato al lavoratore, che resta a completa discrezione del padrone. Il tutto sottintende un discorso elementare: Se io datore di lavoro devo pagare più contributi posso stabilire di erogarti uno stipendio inferiore. Questa è la realtà dei fatti, questa è l’impostazione della Finanziaria 2007.

Quindi il fatto che questo venga considerato una enorme conquista perchè renderebbe meno conveniente per i datori di lavoro assumere lavoratori a tempo determinato favorendo le assunzioni a tempo indeterminato, rappresenta l’ennesima presa per i fondelli poiché la convenienza di avere un lavoratore precario non sta solo nel fatto di avere un costo del lavoro più ridotto rispetto ai dipendenti a tempo indeterminato, ma soprattutto per la sua estrema ricattabilità, cioè nel fatto di poterlo spedire a casa in tempi e modi decisi esclusivamente dalla parte datoriale. 

Ormai che questo sistema di disciplina del mondo del lavoro costituisce la forma ordinaria di assunzione restando l’assunzione a tempo indeterminato una eccezione, viene capovolta completamente la dignità, il valore del lavoro e le sue regole ed demolisce completamente le garanzie faticosamente conquistate dal movimento dei lavoratori in passato. Eppure il governo dell’Unione continua a sbandierare il proprio programma  sottolineando di voler “mettere al centro della Finanziaria la famiglia” cristallizzando però con il suo operare le realtà familiari. Senza certezze infatti un giovane, intanto divenuto meno giovane, passa da un lavoro ad un altro senza alcuna certezza sul proprio futuro, non viene messo in condizione di disporre di mezzi per programmare la propria vita, creare una famiglia e resta così perennemente ancorato al nucleo familiare originario. 

Il vero problema sta dunque nella natura di questo governo così come di tutti quelli che fino ad oggi si sono succeduti e che si sono contraddistinti quali portatori di interessi e obiettivi diversi  rispetto alle esigenza di risollevare le sorti dei cittadini, dei bisognosi, delle fasce più deboli della società, profondamente asserviti agli interessi dei padroni e delle lobbies di potere presenti nel nostro paese.

In particolare si è tanto parlato di lotta al lavoro nero, una vera e propria piaga soprattutto nel meridione che merita di essere affrontata. Ma come si può parlare di lotta al lavoro nero se il governo ed il parlamento promuovono forme di precariato che altri hanno definito “lavoro nero di stato”. Basti pensare ai LSU-LPU che svolgono il proprio compito nelle pubbliche amministrazioni, prestando un lavoro uguale a quello dei pubblici dipendenti, erogando servizi essenziali a costo zero, senza essere (da oltre un decennio) soggetti alla benché minima certezza occupazionale, remunerativa e previdenziale. 

Da oggi, è necessario cominciare ad aggregare tutte le forze politiche, sociali e sindacali che in questi anni hanno fatto della lotta alla precarietà un vessillo del proprio agire politico e che, nonostante la completa subordinazione delle direzioni maggioritarie della sinistra radicale al volere di questo governo, che li utilizza come agenti ammortizzatori del conflitto sociale e puntello di una prospettiva liberale e anti-popolare, siano desiderose di rompere gli indugi, ricostruendo di fatti il cuore dell’opposizione politica e sociale nel nostro paese.

Un’opposizione necessaria per continuare la lotta per la cancellazione della Legge 30, e di tutte quelle leggi che hanno introdotto il lavoro precario nel nostro paese, e ridare fiato ad una prospettiva politica che riporti al centro del dibattito la necessità di rilanciare verso la reale stabilizzazione di tutti i lavoratori precari, verso la rivendicazione di forti aumenti salariali e soprattutto per fare capire la nostra totale contrarietà a provvedimenti come questa Finanziaria fatti per sanare disavanzo delle cassa statali sulle spalle dei lavoratori, per regalare nuovi soldi alle lobbies padronali e finanziarie, per sovvenzionare nuove guerre e seminare morti su popolazioni inermi. Noi non solo dovremo opporci con lo strenuo delle nostre forze, ma muoverci verso una vera alternativa di classe, cercando di svelare ai milioni di lavoratori italiani la vera natura di questo governo. Allo stesso tempo cercando di strappare il monopolio dell’opposizione ad una destra populista e demagogica che utilizzerebbe il dissenso generato dalle nefandezze politiche operate da questo governo sulle spalle dei lavoratori, per ritornare a governare il paese. Questo noi non lo possiamo permettere.  

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giovedì, 23 novembre 2006, ore 10:22

Riceviamo e pubblichiamo:

Circolo Internazionalista Prometeo

Programma attività novembre – dicembre 2006

Cineforum
22 novembre ore 20.15
     Bread and roses

                                                        6 dicembre ore 20.15        L'Odio

 

 

 

Università proletaria:

28 novembre ore 20.15   Platone  

12 dicembre ore 20.15   Aristotele

Discussione pubblica

Disoccupazione precarietà, carovita

I lavoratori pagano la crisi

Rilanciamo la lotta di classe!

 

Il circolo è in via P.Scura 48, Aperto tutti i mercoledì dalle 18; Tel 334-3060152

Leggi battaglia comunista!

La trovi: Edicole piazza quattro palazzi, piazza borsa, Via morghen (Funicolare Montesanto). Librerie Perditempo (piazzetta orientale) e Feltrinelli (via Roma).

www.internazionalisti.it

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sabato, 18 novembre 2006, ore 09:32

Ci sono virus nocivi e virus che invece fanno bene. Ioprecario è un virus benigno. Qui di seguito pubblichiamo la pagina OraEsatta del quotidiano cosentino Calabria Ora interamente dedicata al progetto ioprecario. Se vuoi leggerla in alta risoluzione, scrivi a ioprecaio(chiocciola)gmail.com.
Grazie a Massimo Celani per la lucida interpretazione e per l'illuminante digressione.

Stai ancora qui? iscriviti al Forum Precario e lascia una tua testimonianza di precariato. E' più importante di quanto pensi.

 

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domenica, 12 novembre 2006, ore 14:13

Apre il Forum Precario.
Ioprecario non si sta diffondendo, è già diffuso.
E' lo stato in cui noi siamo adesso!
Il Forum Precario è aperto: scriveteci, incazzatevi, proponete, urlate, organizziamoci!
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mercoledì, 08 novembre 2006, ore 10:56

Dopo la manifestazione del 4 novembre parla
il Ministro del lavoro Damiano

«Rivedere la legge Biagi, una priorità»

Il ministro dialoga con i lettori
(guarda il video)
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